Il Fascino Esotico della Scommessa Valutaria

Scritto da Chiara | Forex

Il Fascino Esotico della Scommessa Valutaria

Cosa ci spinge a rischiare grosse somme di denaro nella speranza di un rientro economico? La risposta ce la offre Investireconbuonsenso.

Abbiamo oggi il piacere di condividere un bell’articolo del sito Investireconbuonsenso. Chi sono? Lasciamo la parola a loro.

<< Investire con Buon Senso è un Blog che si occupa di risparmio, investimenti e finanza personale creato da un gruppo di appassionati di finanza, operatori a livello professionale ed amatoriale.
Cerchiamo ogni giorno su questo blog di rendere semplici anche i concetti apparentemente più complicati di un mondo, quello della finanza, visto sempre con una certa diffidenza dai risparmiatori.

Crediamo che il benessere delle finanze personali meriti più attenzione da parte di ogni persona, giovane o anziana che sia. Se investiamo bene e con buon senso tutta la nostra vita futura ne trarrà giovamento, ma prima di investire dobbiamo imparare a risparmiare.

Per questi e tanti altri motivi, il nostro gruppo di autori cerca di fornire appunti mentali quotidiani. Magari non troverete la "scommessa finanziaria" della vita, ma solo consigli semplici e soprattutto pratici che aiuteranno nella lunga e non sempre agevole strada che trasformerà il risparmio in qualcosa di più importante. Tutto questo senza conflitti di interesse ed in modo indipendente.>>

Un blog di appassionati e di esperti del settore, di cui abbiamo il piacere di condividere uno dei testi di maggior successo dalla nascita del loro sito. Auguriamo a tutti una buona lettura e diamo la parola agli autori di Investire con Buon senso.

<< Le valute rappresentano un mondo molto affascinante sia per chi investe che per chi è appassionato di viaggi e geografia come il sottoscritto. E’ sbagliato pensare all’acquisto di una singola valuta non domestica sempre come ad una scelta di allocazione rischiosa dei propri risparmi e ve l’ho dimostrato in un post che spiegava la mia esperienza personale.

La scelta di allocazione del denaro, anche su strumenti in valuta, dipende dagli obiettivi che ci siamo prefissati. Personalmente da anni utilizzo la tecnica del PAC per “finanziare” in anticipo i miei viaggi e questo atteggiamento è lo stesso anche su valute particolarmente rischiose ed esotiche come il Rand sudafricano o il Real brasiliano.

Quello che conta per me è accantonare denaro per soddisfare il mio obiettivo di medio periodo, ovvero in questo caso visitare fisicamente quei luoghi; il mio obiettivo non è guadagnare con questi investimenti, ma risparmiare soldi per finanziare un progetto di vita. Ricordate la differenza tra risparmio e investimento?

Passando al lato investimento stanno arrivando parecchie mail di lettori che chiedono se è preferibile acquistare fondi o ETF hedged (quindi con rischio di cambio coperto) o unhedged (rischio cambio aperto). Singolare come si tenda a porre questo interrogativo quando le divise non Euro (come il Dollaro o la Sterlina) si sono già rafforzate parecchio e non il contrario, ovvero quando l’Euro è forte rispetto a queste valute.

È lo stesso concetto degli investimenti azionari, si tende a comprare quando sono cari e a vendere quando sono a buon mercato.
Tornando però alla domanda iniziale, coprire o no gli investimenti, ho trovato molto carino un documento di Pimco in rete. A questo tipo di quesiti abbiamo già provato a rispondere, ma alcuni spunti del gestore americano meritano di essere commentati.

Un primo concetto è quello della prevedibilità dell’andamento dei rapporti di cambio. Se volete catturare movimenti di breve e medio periodo allora potete affidarvi a qualche bravo analista, ma se il vostro obiettivo è un investimento di lungo periodo allora meglio ragionare come fate per le altre asset class.

L’imprevedibilità dei cambi impedisce di strutturare dei portafogli di lungo periodo capaci di catturare Alpha (come dicono quelli che hanno studiato) tramite guadagni in conto valutario.
Il grafico seguente mostra ad esempio come il rapporto rischio rendimento di un indice JpMorgan con copertura e senza copertura si è completamente ribaltato dal 2008 al 2013. Quindi, o siete sicuri di dove andranno le valute oppure, come più probabile che sia, sarete in balia del mercato forex in assenza di copertura.

Un altro punto critico è legato a cosa avete in testa quando fate certi investimenti. Tutto ha un costo, compresa la copertura del cambio. La figura seguente mostra come un investitore che copre il cambio di un investimento in divisa out di fatto decide di “pagare” il tasso a breve della valuta estera “ricevendo” quello a breve della valuta domestica.

Questo tipo di scelta riduce notevolmente il rendimento offerto da un bond in valuta estera azzerando però il rischio valutario. Quando i tassi nella divisa estera sono elevati e quelli nella divisa nazionale bassi, la copertura diventa molto onerosa e poco conveniente, nel caso opposto l’investitore riceve denaro per coprirsi e può trovare vantaggiosa tale opzione.

Tradotto la copertura ha un senso quando i tassi domestici sono più alti, mentre meno sensata è la logica opposta. Se scelgo di investire in un bond in dollari australiani è perché offre rendimenti elevati, ma se copro il cambio abbattendo il rendimento dell’investimento la logica dell’operazione viene meno.
Ricordate sempre che a rendimenti più elevati corrispondono rischi superiori, ma se volete avere grandi ritorni coprendo i rischi, beh… il detto non esistono pasti gratis ve lo dedico.

Un impatto certamente importante sul vostro portafoglio di investimento generato dalla scelta valutaria aperta è quello legato alla volatilità. È chiaro che lasciar fluttuare una variabile finanziaria come il cambio aumenta il rischio dei vostri investimenti ed è per questo che trovo poco logico coprire il rischio azionario il quale solitamente rappresenta il lato più rischioso del portafoglio di investimento.

Solo in casi particolari di correlazioni storici clamorose (vedi Yen e Nikkei) può aver senso adottare delle coperture del rischio cambio.
Come si vede dall’estratto di Pimco i motivi per rimanere senza copertura sono molto aleatori e legati alla volontà di rischiare per spuntare rendimenti superiori sia in termini di tasso che di capital gain valutario.

Se avete una propensione al rischio molto elevata i prodotti non hedged sono i vostri e lo saranno per la durata del vostro piano, non fatevi ingannare dalle sirene del market timing. Se invece andate in fibrillazione per ogni segno rosso sul rendiconto prediligete i prodotti hedged, ma come sempre siate onesti con voi stessi.
(Fonti: Pimco – Investimenti globali con o senza copertura)>>

Ringraziamo ancora tutti gli autori di Investire con Buon senso per l’interessante punto di vista che ci hanno permesso di pubblicare.