Trading online e tassazione: come pagare le tasse in Italia

Scritto da Chiara | Trading

Trading online e tassazione: come pagare le tasse in Italia

Cosa si deve fare per pagare le tasse in Italia quando si fa trading online? Quali sono i passaggi da attuare? Di seguito tutte le informazioni per non sbagliare.

Il trading online è un settore in costante crescita, regolamentato da regole ben precise. Insieme alla regolamentazione delle piattaforme di trading online sono arrivate anche le leggi sulla tassazione dei profitti che si ottengono dagli investimenti. Infatti è necessario dichiarare e pagare le tasse anche per i soldi che si ottengono mediante investimenti sul web.

Alcuni traders, a volte, trascurano questo passaggio, ma non dichiarare i profitti che si ottengono dagli investimenti è un reato perseguibile penalmente. Non fatevi ingannare dal fatto che i soldi che avete investito o guadagnato non sembrano reali, dal momento che tutte le azioni avvengono online. Quei soldi comunque esistono e non posso essere evasi.

Di seguito vedremo come riuscire a regolarizzare la propria posizione riguardo i profitti ottenuti dagli investimenti online.

Trading online: come pagare le tasse in Italia

In primo luogo si deve scegliere tra due diversi regimi fiscali: regime sostitutivo o regime dichiarativo.

Con il regime sostitutivo i passaggi diventano automatici. Ogni volta che il traders avrà una plusvalenza, sarà direttamente il broker, in piena autonomia, a trattenerne una parte per versarla come imposta allo Stato.
L’onere sarà quindi del broker e l’investitore sarà quindi esentato da qualsiasi obbligo di natura fiscale.

Scegliendo invece il regime dichiarativo sarà il trader a prendersi l’onere di versare l’imposta dovuta allo Stato. Le plusvalenze ottenute nell’arco dell’anno dovranno esser dichiarate con una normale dichiarazione dei redditi e poi si pagheranno le tasse in base a quanto si è guadagnato.

All’interno dell’Unico dell’anno precedente dovranno inoltre essere indicate le plusvalenze che si sono ottenute. Si dovrà compilare in questo modello il quadro RT (plusvalenze di natura finanziaria). Più precisamente si dovrà collocare la somma guadagnata nella sezione ll-B, alla riga RT41.
Le eventuali perdite andranno invece conteggiate e indicate nella riga RT45.

I flussi di denaro che sono avvenuti mediante intermediario italiano (ovviamente registrato alla Consob) andranno registrati nel quadro RT. Mentre quelli che sono passati mediante intermediario straniero dovranno essere dichiarati nel riquadro RW.

Nel quadro RW devono essere dichiarati i flussi di investimenti e le attività che il contribuente ha svolto all’estero. In questa sezione andranno indicate solo le somme superiori ai 15.000 euro.
Il quadro è però di difficile complicazione e il consiglio che possiamo darvi è quello di rivolgervi ad un commercialista, in modo da evitare di incorrere in pericolosi errori.

Il consiglio è di affidarsi, ove possibile, al regime sostitutivo, in modo da evitare di incorrere in problemi di varia natura.

Trading online: i codici da inserire nell’F24

Una volta indicate le plusvalenze e le perdite nell’Unico dell’anno di riferimento, si dovranno indicare anche nel modello F24. Tale modello dovrà contenere i seguenti codici:

  • codice 1100: imposta sostitutiva su plusvalenza che derivi da cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate;
  • codice 1242: questo codice si deve invece utilizzare per applicare un’imposta su capitali derivanti da profitti esteri;
  • codice 2724: imposta sostitutiva per le plusvalenze;
  • codice 4043: imposta sul valore delle attività finanziarie. Questo codice si deve usare solo per le attività finanziare detenute all’estero, che siano persone fisiche residenti in Italia;
  • codice 4047: serve per indicare un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti su territorio italiano.

La differenza tra ultimo e penultimo riguarda solo la rata che si è ottenuta. Si dovrà inserire l’ultimo codice in caso si fosse percepita solo la prima rata.